L’incredibile amore dei tifosi del Wroclaw per la propria squadra

michele ponte - stadion miejski wroclawIeri sono stato per la prima volta allo Stadion Miejski di Breslavia. Giocavano lo Slask Wroclaw contro il Legia Warszawa e ogni volta che mettevo mano alla fotocamera per girare un video la squadra di casa subiva un goal. Avrebbero fatto bene a cacciarmi.

E pensare che all’inizio lo Slask era passato in vantaggio grazie a una rete di testa del portoghese Flavio Paixao. Poi, come ho detto, appena iniziate le mie riprese amatoriali, boom, goal su punizione di Dominik Furman.

Nel secondo tempo ho inquadrato un calcio d’angolo e Tomasz Jodlowiec l’ha schiacciata di testa.

In seguito ho messo a fuoco un calcio d’angolo del Wroclaw sperando in una replica, ma niente, hanno perso palla e in contropiede il serbo-ungherese Nemanja Nikolic li ha puniti.

Così ho smesso di riprendere, ma Nikolic ne ha comunque insaccato un altro.

A fine partita i giocatori si sono stretti la mano a metà campo. Un paio di minuti e quelli del Legia erano spariti negli spogliatoi, invece quelli del Wroclaw se ne stavano lì, in mezzo a quel cerchio. Si abbracciavano, parlavano e non se ne andavano.

Chiedevo alla donzella al mio fianco: «Quanto ci mettono a filarsene negli spogliatoi? Dio, hanno perso 4 a 1!»

Niente, i calciatori mi hanno sorpreso inoltrandosi nell’area di rigore sotto la loro curva e i tifosi mi hanno stupito ancora di più: intonavano cori per i loro idoli, li ringraziavano. Canti dopo canti, continuavano come se avessero avuto tutto il tempo del mondo. Questo è il vero amore sportivo.