Non c’è età – racconto

Di seguito trovate il racconto che ieri ho letto al locale KO in zona San Lorenzo (Roma) per il Club dei Narrautori. Estratto da un romanzo che ottimisticamente parlando terminerò di scrivere per il 30 giugno, spero vi faccia ridere e forse un pochino riflettere. Come dico sempre, se vi piace condividetelo. Grazie.

14 dicembre 2015, Non c’è età è uscito anche in bulgaro e in inglese!

La nonna confessò che non vedeva l’ora di portarsi a letto l’uomo dall’altra parte della strada. Il nipote, scioccato, tamburellava le dita sul volante cercando di isolarsi dal mondo mentre lei gli esponeva i principi dell’approccio a quell’età:
– regola numero 1, sputacchiare il meno possibile e tenere la dentiera ben salda;
– regola numero 2, evitare come la peste ogni argomento relativo al futuro;
– regola numero 3, dire quanto sono carini i nipoti solo nel caso in cui siano veramente carini.

Per il resto, be’, bisognava parlare per allusioni sessuali, gli spiegava la nonna, proprio come facevano i giovani d’oggi. E le battute, perché di battute se ne facevano tante altrimenti non si viveva a lungo, erano più o meno lo stesse. Una goccia d’acqua sul cavallo del pantalone poteva scaturire un «Oh, ti sei già bagnato!» e così via.

Il nipote provò in ogni maniera a concentrarsi sulla guida, sui semafori tricolore, sui pedoni che attraversavano dove non c’erano le strisce, ma dopo un po’ dovette accostare per prendere un bel respiro.

«Nonna, per favore, possiamo cambiare argomento?»

«Bravissimo» disse la nonna. «Il cambio d’argomento è fondamentale!» Gli spiegò che a quell’età ci si annoiava tanto, e che dopo un minuto passato a parlare del tempo o dei cani del vicino bisognava subito passare ad altro. «È fondamentale!» ripeté.

Invece quando si stava con le altre vecchiette si poteva passare tutto il giorno a parlare di quanto fosse bello il fondoschiena di quel giovanotto in fondo alla strada, ma quando si stava con un uomo non si poteva rischiare di annoiarlo, che a quell’età ce n’erano pochi ancora in forze per una scopata come si deve e di donne in fila per loro ce n’erano tante, troppe, dato che mediamente vivevano più a lungo. Una virgola sbagliata e, amen, un’altra donna si presentava alla loro porta.

«Nonna» fece il nipote esasperato, «non puoi raccontarmi di quando lavoravi nei campi o altro?»

«Prima lasciami finire, nipote. Voi giovani andate sempre di fretta.»

La nonna gli raccontò che non aveva senso una cena a lume di candela, dopotutto la sera potevano essere stanchi, senza energie. Era decisamente meglio un pranzo informale in un luogo pieno di gente che non immaginava i due vecchietti pronti a sbattersi come due adolescenti alle prime esperienze. In quelle situazioni si creava una sorta di aura intorno a loro, e il fatto che nessuno immaginasse o osasse immaginare quello che di lì a un’ora sarebbe avvenuto li eccitava ancora di più.

«Nonna, su…»

«Zitto un momento, queste cose ti saranno utili per il futuro.»

La nonna gli raccontò che un momento prima di lasciare il ristorante c’era una piccola operazione da realizzare: dopo aver verificato che l’uomo fosse abbastanza in forze (solitamente ciò avveniva giusto dando un’occhiata al corpo), gli si chiedeva se avesse problemi cardiaci e se la risposta era negativa allora con una scusa lo si faceva alzare dal tavolo e gli si sbriciolava una pasticca di viagra nel bicchiere.

«È tutto, nonna?»

«No, ma mi sono eccitata. Aiutami a scendere che vado a provarci con l’uomo dall’altra parte della strada.»

age is just a number michele ponte

Questo racconto è disponibile anche in inglese e bulgaro.

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