La mia giornata tipo, quando non lavoro…

Ieri sera, dopo aver assistito al teatro Vascello l’opera Don Giovanni di Molière, spettacolo che consiglio solo nel caso in cui qualcuno vi paghi il biglietto, mi sono ritrovato a parlare con una ragazza in quel di viale Oderisi da Gubbio (mi pare) e tra i numerosi argomenti saltati fuori ve n’era uno al quale non sono riuscito a dare una risposta precisa e significativa, la mia giornata tipo. Quindi eccomi qui ad elencare gli avvenimenti da ieri mattina a ieri sera facendo una precisazione: quelli evidenziati sono quelli ricorrenti.

– verso le 9:30 ho iniziato a stendere 4 secchi di panni (in famiglia siamo in tanti) in balcone. Uno dei fili ai quali erano attaccati le mollette e kg di vestiti fradici ha ceduto, così sono dovuto scendere di sotto, in piazzale, per recuperare jeans, felpe e camicie.

– verso le 10:30 ho fatto un abbondante colazione mentre guardavo i risultati dell’NBA su Internet ed esultavo per il canestro del Gallo che ha portato i Denver ai supplementari. Nel frattempo ho guardato qualche minuto di Shameless US per poi sentirmi subito in colpa per non aver ancora ripreso a scrivere uno dei 100 romanzi iniziati.

– verso le 11:15 un amico mi ha chiamato dicendo che mi avrebbe offerto un caffè – dato che è mio amico dovrebbe sapere che a me il caffè non piace, ma lasciamo stare… -, ho gentilmente rifiutato per poi accettare di accompagnarlo a Euroma2 il pomeriggio.

– 11:20 (mi sono stufano di scrivere “verso le”), mi sono messo a sistemare l’intervista a Walter Lazzarin e il mio sito Internet

– 12:00, ho aggiustato la tv dei miei nonni

– 12:30, ho provato a scrivere un CV…

-13:30, sono andato a prendere mio fratello Daniele a scuola e tornato a casa sono stato assalito da una cavalletta (so bene che nessuno ci crederà) e per tirarla via dalla mano è stato un vero casino, e la mano lo può testimoniare dato che in ricordo la cavalletta le ha lasciato un graffio sanguinante di diversi centimetri.

– 14:00, pranzo

-15:00, ho lavato i piatti

– 15:45, mi sono fatto una foto per il CV. Quella qui a destra è quella venuta male: mio fratello Fabio dice che mi ci vedrebbe bene in Fight Club

– 16:15, sono andato al centro commerciale Euroma2 con l’amico che mi aveva chiamato in mattinata, e l’ho “costretto” a rimanere in libreria per almeno un’ora, libreria dove poi ho incontrato una sfilza di gente che conosco e abbiamo tirato su un comizio con un baccano decisamente poco sopportabile per tutti quelli che si soffermavano a leggere le quarte di copertina o chi, come me, i libri interi quando son corti (Brachie e Io e te, entrambi di Ammaniti, li ho letti così…). All’interno della libreria mi sono nuovamente sentito in colpa per non aver scritto un accidente in tutto il giorno. Sempre a Euroma2 ho incontrato un’amica con la madre che ha detto: “Il famoso Michele Ponte!” In libreria ho comprato un libro per il compleanno di una mia amica e Un lavoro sporco un libro di quel genio di Christopher Moore, i cui romanzi in Italia vengono pubblicati da Elliot. Il suo Il vangelo secondo Biff è uno dei romanzi più belli che abbia letto negli ultimi anni, e dal 2010 ad oggi di roba che mi è veramente piaciuta si conta sulle dita di una mano: Buongiorno Los Angeles di James Frey, Gargoyle di Andrew Davidson, Cosa ti cade dagli occhi di Gabriele Picco, Zuppa di vetro di Jonathan Carroll. Pensando che da gennaio 2010 ad oggi, 15 marzo 2012, ho letto 62 romanzi, il fatto che me ne siano piaciuti veramente soltanto 5 è davvero preoccupante!

– 19:00, ho letto qualche pagina de Un lavoro sporco

– 20:00, sono uscito per andare al ristorante Arcobaleno, dove si celebravano i 79 anni di mio nonno che sembra ne abbia 60…

– 23:30, sono rientrato a casa e ho scritto questo post.

– 01:00, sul sito dell’NBA controllo alcune gare e mi dispiaccio per lo scambio che ha portato Monta Ellis ai Bucks, il sole della California deve aver fatto veramente male ai Warriors…

– 02:10, prima d’addormentarmi, mi metterò a leggere il libro appena comprato o Molto forte, incredibilmente vicino, romanzo che sembra avere le qualità per infilarsi nella cinquinda sopra citata.

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