Libri + soldi + mia madre = dubbi

Quella di mia madre potrebbe essere stata una tattica alquanto improbabile, ma non per questo è da ritenersi impossibile. Oltretutto la signora Ewa è fin troppo intelligente per poter semplicemente pensare che quanto sia accaduto possa essere frutto del caso, e lei non ho mai capito se è avvezza a complicazioni varie che rendono la vita alquanto diversa da quella del cittadino comune – però questa è una di quelle cose che forse riguarda quasi esclusivamente la mia persona… è che ora cerco “la scusa dei geni” per dare la colpa a qualcuno per i miei comportamenti alle volte ritenuti bizzarri.

Vi racconto com’è andata, su.

Ieri, dopo aver sommato i soldi presenti sulla mia carta BancoPosta e su quella Postepay, il mio conto non superava che di poco la soglia dei sette virgola qualcosa euro. Così, nell’assoluta necessità di comprare dei libri – vuoi per il prezzo basso e per il fatto che fosse in inglese (The Hunger Games, 4.84 c ),  per il prezzo bassissimo (The Enemy, 3.32 €), per capire cosa sbaglio nei miei romanzi per i più giovani (Scrivere libri per ragazzi, 13,60 €), ché ancora non sono riuscito a farmi pubblicare in quel settore -, ho preso la sua carta con il suo permesso e ho speso una cifra di poco superiore ai ventuno euro.

Quindi poi ho preso l’ultima banconota da venti presente nel mio portafogli, una moneta da due e glieli ho restituiti tutti, e con gli interessi!

In quell’esatto istante, mi madre: “Non c’è bisogno che me li restituisci.”

“Tienili, ma’, te li voglio dare.”

Non che lei ne avesse bisogno, ma accettare quel regalo sarebbe significato che mi sarai dovuto prostrare al suo volere per tutte le faccende domestiche per almeno una settimana, e in questo periodo sono abbastanza sfaticato, roba che, a parte lanciare due tiri giocando a basket, sono uscito con una bella ragazza e nemmeno ci ho provato… Bah.

Il giorno dopo, questa mattina, avevo comunque una lista di compiti accuratamente segnati su un foglio che si trovava sullo scalino che porta alla mia stanza. Così, mentre stendevo i panni salutando il timido sole con uno sbadiglio, è capitato che nella tasca dei pantaloni di mia madre ci fossero venti euro più qualche moneta, e l’immediato pensiero è stato: Non l’avrà fatto apposta?

E’ possibile che mia madre mi abbia lasciato appositamente venti euro nella tasca dei suo pantaloni da stendere? Sì, lo è. Ma la cosa più probabile è che se li sia dimenticati, questa è la realtà. Così presa la banconota sono tornato in camera con questo atroce dubbio e con un altro pensiero che si insinuava nel mio cervello: Le parlo di questo ritrovamento?

Subito dopo sono dovuto andare a prendere mio fratello di nove anni a scuola e la banconota mi ha accompagnato osservando il mondo dalla tasca dei miei jeans color sasso. Ho preso mio fratello – arrivando in ritardo… – e l’ho accompagnato in un luogo dove mi hanno concesso cinquanta minuti di tempo prima di andare a riprenderlo. Lasciato il bimbo, al quale una volta ho scritto la sceneggiatura di una puntata dei Simpson per il suo compleanno, sono andato al centro commerciale I Granai. Subito dopo aver adocchiato la zona romanzi nel supermercato, mi sono fiondato in una bella libreria indipendente e lì tutta la sfilza di novità è scontata del quindici per cento, un piacere per i miei occhi, soprattutto se penso che con la nuova legge i libri non posso essere scontati oltre il quindici per cento e che quindi su Amazon avrei trovato esattamente lo stesso prezzo. Quindi, con questo pensiero in testa al quale va aggiunto una bella valanga di buonismo che mi attraversa ogni volta che sento quanto siano in crisi i librai – praticamente ogni giorno – mi sono deciso a comprare qualcosa.

Ora mettetevi nei miei panni: il giorno prima avevo comprato dei libri che chiaramente non sono letteratura, e più che altro li avevo comprati per il prezzo; perciò lì, con la banconota che premeva per uscire,  e un elenco di titoli niente male che mi facevano brillare gli occhi, ho prima afferrato La bambina di neve – che tra l’altro esce domani, ma lì già c’era, anche se non era proprio esposto esposto… -, libro che, lo vedevo, mi voleva portar via; subito dopo però ho ammirato La Casa per bambini speciali di Miss Peregrine e ho subito pensato alle splendide recensioni che ha avuto oltreoceano, oltre al fatto che è molto piacevole al tatto; infine, proprio mentre dovevo andarmene, con un colpo di reni ho afferrato 1Q84 e ho detto addio alla banconota.

Qui è necessario che sappiate una cosa: mia madre, da bambino mi diceva sempre: “L’unico cosa che ti compro sono i libri, le altre stupidaggini non ti servono.”

Allora mi sono dovuto accontentare dei libri, e ho iniziato a leggere… leggevo talmente tanto che dopo un po’ mia madre ha dovuto dirmi: “Non te ne posso comprare così tanti”, e mi ha portato in biblioteca.

Detto questo, finisco il post dicendo che mi sarei sentito molto più in colpa se quei soldi me li fossi tenuti, invece li ho spesi per un romanzo. Ho fatto bene a comprare il libro di Murakami, era da un bel po’ che desideravo leggerlo.

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