Uno spavento terribile

Correvo da diversi chilometri quando decisi di mettermi a camminare. Passo dopo passo la monotonia avvolgeva il mio corpo in un senso di pacatezza ripudiata e, allo stesso tempo, ben voluta, così, per smuovere la situazione, decisi di tentare qualcosa di nuovo: camminare ad occhi chiusi percependo la strada.

Diciamo che ci sono riuscito: dopotutto sono ancora vivo per parlarne.

Il problema è sorto dopo.

Più o meno sapevo la distanza che mi separava dal marciapiede, e tentavo di mantenerla. Però, dopo diversi metri, avevo la sensazione che sarei finito a rotolare giù per il burrone a lato della via, perciò ho aperto gli occhi. Un fremito come una scossa veloce, un’immagine inaspettata, uno spavento terribile… ed era solo la mia ombra.

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