Amazon sbarca in Italia

Per chi non se ne fosse accorto, dalla scorsa settimana, andando su Amazon ci viene suggerito di collegarci a un nuovo dominio “.it”, e cioè www.amazon.it. La più grande libreria online, con un fatturato di ben 24.5 miliardi di dollari nel 2009, finalmente inizia a vendere libri in lingua nostrana e lo fa con un lancio forte, che tiene i prezzi scontati del 30% e con un’offerta che, con soli 9.99 euro, permette di avere le spedizioni gratis per un anno intero!

La concorrenza è avvertita, un colosso telematico è arrivato ed è deciso a prendersi la più grande fetta di mercato, e non solo per quanto riguarda i libri: infatti Amazon vende anche musica, film e dvd, materiale informatico (videogiochi compresi) ed elettronico. Inoltre vi si possono trovare anche giocattoli, piccoli elettrodomestici ed orologi.

Naturalmente, Amazon arriva e porta con sé tutte le accuse che gli piovono addosso da anni, e una delle quali è quella di sfruttare i propri dipendenti. Nota la testimonianza di una reporter che, agendo in incognito, si è fatta assumere presso il centro smistamento pacchi di Marston Gate e ha dichiarato che vi sono condizioni di lavoro disumane, da quarto mondo, e che chi vi lavora non può assentarsi per malattia neanche previo certificato medico. Si “sgobba” sei giorni alla settimana e l’ultimo turno dura dieci ore e mezza. Durante le giornate lavorative si può usufruire di due pause, una di quindici e una di venti minuti, e, a parte questi due momenti, per andare al bagno bisogna chiedere il permesso. Inoltre, se non si riescono a impacchettare 140 pacchi al giorno si viene licenziati. Quando, invece, il lavoro è di squadra, è il gruppo ad essere penalizzato se non raggiunge gli obietti ritenuti, “assurdamente alti”, anche secondo uno dei responsabili della sede di Marston Gate.

Tra le altre accuse vi sono quelle di favorire la deforestazione della foresta Amazzonica, a seguito delle investigazioni di Greenpeace; quella, del decennio scorso, di vendere libri proibiti in Germania, difendondosi dicendo che chi non rispetta le leggi sono le persone che li comprano; la cancellazione dalle classifiche dei libri gay e di quelli pornografici, che poi, in seguito alle proteste, sono stai reinseriti; come dimenticare, poi, la pubblicazione de Il manuale del pedofilo, un’autoproduzione successivamente ritirata? Infine ecco la canonica accusa di concorrenza illegale per presunti accordi con Apple per tenere bassi i prezzi degli eBook e con altre compagnie di modo da poter essere l’unico sito a presentare certi prezzi (vantaggiosissimi) sul mercato.

Nonostante ciò Amazon ha 121 milioni di fedeli clienti che proprio non riescono a rinunciare al comodo acquisto da casa ad un prezzo che alle volte è il 60% inferiore rispetto a quello marcato sul prodotto, come ricordano le catene di librerie americane. In Italia la situazione sarà un po’ diversa grazie (o a causa?) ad un apparato di leggi che impedisce l’abbassamento arbitrario del prodotto.

Il sito italiano non è ancora al pieno delle sue funzionalità: non è possibile rivendere i propri prodotti e ancora non esiste la Wish List, la lista dei desideri; mancano inoltre diverse categorie, ma già nella lettera di presentazione viene assicurato che presto arriveranno. D’altronde quale commerciante avveduto avrebbe bigiato lo shopping natalizio?

Tra le grosse novità che potremmo comprare il prossimo anno c’è Kindle, l’eReader creato da Amazon per leggere tutti gli eBook acquistabili dal sito. L’Italia, paese di lunghe tradizioni ma corte vedute, almeno in termini di innovazione, ha avuto modo di assaggiare i primi lettori di libri digitali a partire dal 2010. Esposti nelle librerie, non hanno trovato il consenso del lettore. Kindle, inizialmente destinato al solo mercato statunitense,  è stato poi lanciato in tutto il mondo a partire da ottobre 2009, e, al momento, il suo unico rivale in questo campo è il neonato iPad di Apple. Comunque, visti i rapporti sopra segnalati e, soprattutto, la differenza di prezzo tra i due prodotti, non si riesce a immaginare una vera e propria guerra per il predominio del mercato.

http://www.fuorilemura.com/2010/11/29/amazon-sbarca-in-italia/

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