Intervistato da Marilù Oliva, l’autrice Premio Azzeccagarbugli Opera Prima 2010!

ATTIVITA’: raccontastorie

SEGNI PARTICOLARI: scrive, ma non ha idea di quale sia il participio passato o il passato remoto.

Lo TROVATE SU: le panchine di tutta Europa poiche’ non vuole pagare il conto salato degli hotel, o su www.micheleponte.com

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Raccontaci le tue origini e la tua città
I miei genitori hanno iniziato a frequentarsi in Francia, mio padre è italiano e mia madre è polacca. Quando ero dentro il pancione ho fatto su e giù tra le due nazioni e mi hanno concesso pure un salto in Spagna; da allora non ho più smesso di viaggiare.
Roma ha tutto quello che cerchi tranne i pub aperti dopo le due di notte, ma questa non è colpa della capitale. Roma ha un effetto magico sulla gente, e, pure da pendolare – perché lo siamo tutti in una città dove per andare da capo a coda passando per il centro ci si mette più di un’ora -, ogni volta che capiti davanti al Colosseo o l’Altare della Patria non puoi fare a meno di guardarli.

Cosa rispondi quando ti chiedono che lavoro fai?
Rimango sul vago, dico che lavoro solo quando ho bisogno di soldi. Non aggiungo altro, aspetto che si incuriosiscano e che magari provino a indovinare.

“Odio gli italiani” (Edizione Il Foglio)è il tuo romanzo d’esordio, ambientato in Africa. In che rapporti sei con l’Africa?
Più o meno come il rapporto che ho con i miei fratelli: ogni tanto ci litigo, ma alla fine si tira avanti perché loro, che lo voglia o no, faranno sempre parte della mia vita.
L’Africa l’ho iniziata a conoscere grazie a mio padre che aveva fatto l’abbonamento alla rivista PM, Piccolo missionario. Così, sin da bambino, grazie ai fumetti presenti sulla rivista – le pagine di solo testo non le leggevo mai -, ho iniziato a sviluppare uno spiccato interesse verso tutti i popoli che non vivono in condizioni di vita adeguate al nostro tempo. Poi, crescendo, ho scoperto un’altra rivista – sempre grazie a un abbonamento di papà -, Nigrizia. Quelle pagine mi parlavano, sia le parole che le foto mi sono rimaste davvero impresse nella mente.

Com’è nato questo romanzo?
Avevo letto su Panorama un articolo su degli italiani che si occupavano di prostituzione minorile e d’ogni altro tipo di sfruttamento in una città africa, e dopo quell’articolo sono andato a vedere se altri giornali a livello nazionale avevano riportato la notizia, ma niente, non si trovava nulla. Così, dato che mi era venuto qualcosa in mente, ho pensato: “Visto che di questa faccenda non né parla nessuno allora lo faccio io.”

In sottofondo aleggiano i temi delle ingiustizie sociali, della povertà e della disparità. Cos’altro?
La famiglia, l’importanza di un nucleo che ti sostenga comunque siano le tue scelte.

Ma tu li odi gli italiani?
No, cioè, ce ne sono alcuni che mi stanno veramente sulle *****, però l’odio è un sentimento troppo forte, è difficile da provare ma più facile da creare artificiosamente, credo.

3 motivi per cui scrivi
Una volta ho pianificato una rapina all’ufficio postale di Trigoria nei minimi dettagli, qualcosa di livello superiore alle solite rapine che ci fanno – e vi assicuro che sono frequenti!-, e vi assicuro che se quella rapina non l’avessi buttata giù, su carta, probabilmente a quest’ora sarei con un bel gruzzoletto… o in carcere, ipotesi meno probabile, almeno secondo i miei studi!
Quindi, scrivo per non commettere reati…
Scrivo perché è un modo di fuggire o di liberarsi dalla quotidianità.
Scrivo perché mi fa sentire bene, anzi, molto, molto di più.
Com’è l’ambiente letterario-culturale?
È qualcosa di nuovo, per me. Ad esempio, non immaginavo che ci fosse ancora gente che si raduna per leggere poesie e racconti, invece poi scopri il gruppo Scrittori Precari e ti sorprendi, pensi: Cazzo, quei salotti che esistevano in Francia secoli fa… esistono ancora, wow!

Un commento che han fatto al tuo lavoro, che ricordi con piacere.
“Sin dall’inizio mostri le differenze razziali e sai davvero catturare il lettore”, ciò è stato detto da un’autrice che pubblica con Mondadori, se poi magari mi desse pure un calcetto verso la casa editrice non mi dispiacerebbe affatto.

3 libri che ti porteresti sulla Luna
“Il profumo” di Patrick Suskind, “Soffocare” di Chuck Palahniuk, “American Gods” di Neil Gaiman.

3 libri che non ti porteresti mai sulla Luna
La maggior parte dei testi universitari, in particolare la roba di Diritto pubblico e Diritto privato. Noiosissimi.

L’ultima volta che ti sei arrabbiato
Quando è finita con la mia ex, non mi ha neanche concesso l’ultimo saluto dal vivo, in Montenegro. Non sono sicuro che ce l’avevo con lei, forse ero arrabbiato solo con me stesso, chi lo sa…

Ponte

L’ultima volta che hai tentato inutilmente
Il Superenalotto, una delle più grandi truffe legalizzate della storia d’Italia. Negli altri paesi le schedine hanno 30 o 50 numeri in meno.

L’ultima volta che hai tentato con successo
Un sorpasso azzardato, ma non credo che lo tenterò ancora: mi sono rimasti 8 punti sulla patente!

L’ultima volta che hai pensato: “Fantastico!”
Non ve lo posso dire. È stata una scoperta, per l’appunto, fantastica, qualcosa di inaspettato!

L’ultimo viaggio che hai fatto
In Montenegro e in Serbia, all’estero, e a Pisa, per il Pisa Book Festival, in Italia. Su Facebook, nel mio profilo, c’è scritto esattamente giorni, date e nazioni dove sono stato negli ultimi mesi, se volete rimanere aggiornati…

Un viaggio in programma
Ho trovato un volo andata ritorno a 50 euro per Lione, credo sarà questo.

Due pregi e due difetti
I miei amici dicono che sono una “prostituta sociale”, ma alle volte lo considero più un pregio che un difetto…

Progetti?
Un viaggio in Marocco, soprattutto ora che la Ryanair ha messo i voli da Roma!
Quattro libri: un thriller, su cui sto lavorando da tempo, dal titolo “Il confessionale”; un libro insieme a un talentuoso autore di racconti, ma non vi posso dire nulla poiché la notizia ufficiale la diamo solo se riusciamo a terminarlo; un libro di cui vi posso dire ancora meno… In pratica era meglio se non rispondevo a questa domanda.

Salutaci in modo odioso
Ma salutatemi prima voi, e che diamine!

Adesso salutaci non da italiano
Cze??, do zobaczenia w Polska!

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