Lo sguardo sull’Africa di Michele Ponte

Resta in sospeso… “Odio gli italiani”, il romanzo d’esordio del giovane Michele Ponte, edito dalla Edizioni Il Foglio, ha un finale aperto, non solo a tutto quello che potrebbe ancora essere raccontato, ma anche e soprattutto alle infinite domande che ti affollano la testa una volta che lo hai sfogliato e vissuto leggendolo. Perché questa è sì la storia di Alessia, Monique, Nnambi e Daoud, ma è anche la storia di tante vite lontane dalla nostra realtà, dimenticate perché avvolte da un destino crudele. Alessia è una bambina italiana che vive in Africa, dove i suoi connazionali posseggono ogni cosa e comandano su tutto. Lei, invece, figlia di italiani umili ma combattivi contro questa organizzazione malavitosa, vorrebbe salvare i suoi amici che sono costretti a prostituirsi e fare lavori inumani… Nella sua prima prova letteraria, Michele affronta tematiche dure. Lo fa con un testo veloce e immediato, quasi fosse un film. A volte può risultare un po’ troppo sbrigativo nello svolgimento di alcuni intrecci, ma questo suo esordio dimostra quanto lui abbia da raccontare e quanta urgenza senta nel doverlo fare. L’esperienza gli insegnerà di sicuro a farlo con minore velocità, ma questo resta un esordio che promette bene. Adesso però mi domando: questo romanzo avrà un seguito? A me piacerebbe tanto. Comunque proviamo a chiederlo a lui.

Ciao Michele, come stai? Sei un autore giovanissimo, parlaci un po’ di te, presentati ai lettori di inchiaroscuro.com.

Questa è la prima intervista “seria” che mi fanno… Che dire, da un anno e mezzo ho l’età per comprare gli alcolici anche negli USA. Ok, ora non è più seria. Comunque, pure se scrivere dà più soddisfazioni, io preferisco leggere perché sono assetato di storie! Ci entro dentro, le esamino, le vivo immedesimandomi nei personaggi, e alle volte lo faccio con risultati disastrosi per gli abitanti di questa casa che mi vedono al buio, disteso sul letto, come se mi fossi appena fatto di coca alle quattro di pomeriggio.

Nella breve biografia della quarta di copertina del tuo romanzo, ti presenti come un viaggiatore. Hai mai visitato i posti che descrivi nel tuo libro? E qual è il luogo a cui ti senti più legato?

Mi presento come un viaggiatore perché viaggio costantemente, non solo con la mente… Questa estate mi dovevano ospitare tra il Kenya e la Tanzania, ma l’appuntamento con l’Africa è stato rimandato di almeno un anno per una serie di incongruenze. In compenso negli ultimi dodici mesi sono stato in Inghilterra, Germania, Spagna e Polonia spendendo il “minimo sindacale“ perché mi ha sempre ospitato qualcuno o ho dormito sulle panchine… La prossima tappa è il Montenegro, lì mi aspetta una persona.

Da dove nasce il tuo “odio” per gli italiani?

Ah, questa è una delle domande che odio! Mmm, che battuta pessima… Questa domanda la fanno tutti. Allora, diciamo che quelli che si trovano giù in Africa, ma solo quelli che io ho analizzato, non si stanno comportando proprio bene. Queste persone se ne sono andate dall’Italia per non pagare le tasse o perché hanno deciso di portare la mafia lì. Ci fanno proprio una bella pubblicità!

Perché hai scelto proprio quest’ambientazione per il tuo romanzo? Come mai la scelta di questa tematica così forte?

Mi piace provare tantissime emozioni, e le tematiche forti sono quelle che me ne danno di più. Anche nella vita di tutti i giorni io voglio sentirmi respirare, voglio provare, sentire e vedere tutto. Non mi interessa essere solo di passaggio.

È stato duro documentarsi sugli argomenti che affronti?

Sin da quando ero ragazzino sfogliavo riviste come Nigrizia e il Piccolo Missionario, mio padre vi è abbonato, e negli occhi avevo ben delineata la situazione che stavo per affrontare. E internet – Dio! – che strumento fantastico.

Il tuo romanzo, visto il finale aperto, avrà un seguito?

Scrivo solo quando nella mia testa sento di non poter fare altro se non butto giù qualche pagina, altrimenti preferisco andarmene in giro con gli amici. Quando scrivo un romanzo (“Odio gli italiani” è stato solo il primo ad essere pubblicato) ho bisogno di prendere lo slancio, se arriva sono in grado di scrivere un libro in un paio di mesi.

Parlaci di quest’avventura letteraria. Come ha avuto inizio? Era un sogno che coltivavi da sempre o è accaduto tutto per caso? Soprattutto, era così che te l’aspettavi?

Mio padre ha un negozio, e tutte le vacanze invernali le passavo lì dentro mentre i miei compagni di scuola giocavano o facevano presepi. Un giorno sono scappato dal lavoro e sono finito in camera di mio fratello, quella dove c’era il computer. L’ho acceso e ho iniziato a pigiare i tasti andando a scrivere una storia mai compiuta. L’emozione è stata fortissima, e ho deciso che quello sarebbe stato il mio futuro!

La pubblicazione di un libro è un sogno che aspettavo da quasi quattro anni, quando avevo scritto “Fuga da casa!”, un romanzo autobiografico che do gratuitamente via e-mail, e credevo che sarebbe stato un successo mondiale, ma siamo ancora in tempo!

Quando mi hanno fatto sapere che volevano pubblicarmi “Odio gli italiani” è stato stupendo, ma anche strano: mi trovavo in bagno e ho pensato “Cazzo, non posso ricevere sentire queste cose in questa stanza!”, così ho pregato loro di aspettarmi un momento e mi sono trasferito in camera. Lì sembrava un ambiente più adeguato, nonostante la confusione che regna perenne…

Quali sono state la maggiori soddisfazioni e quali le delusioni (se ci sono state) che ti ha portato questa esperienza?

Le soddisfazioni sono tante, le delusioni si vedranno poi. Io comunque sono e rimango una persona estremamente positiva!

Come e dove si può reperire il tuo romanzo?

“Odio gli italiani” si può ordinare in tutte le librerie d’Italia, poiché è distribuito da NdA. In alcune è già presente, però sono davvero poche… Lo trovate anche sulle migliori librerie online come www.ibs.it, dove ora è scontato del 20%!

Come ti adoperi per promuoverlo?

La mia case editrice, Il Foglio Letterario, partecipa a numerose fiere e festival e ogni tanto mi unirò. Ho in programma un paio di presentazioni a Roma e devo organizzarle anche in altri luoghi. Ho anche iniziato un po’ di pubblicità sul web. Speriamo bene!

Hai siti o blog su cui poterti seguire e avere notizie e aggiornamenti sul tuo lavoro?

Il mio sito web è www.micheleponte.com, ma mi trovate praticamente su qualsiasi piattaforma, da Facebook, dove c’è anche la mia fan page, a Myspace.

Prossimi progetti letterari e non?

Divertirsi, continuare a viaggiare, imparare qualche nuova lingua (parlo italiano, inglese e polacco), leggere tanto e scrivere un thriller per il quale ho un’idea incredibile! Ah, nei progetti c’è anche di aggiustare un pc dove all’interno vi è un romanzo per bambini che avevo scritto alcuni mesi fa, ma la situazione non è delle migliori. Incrocio le dita o ne scrivo un altro!

Grazie per averci concesso questa intervista e complimenti per il tuo romanzo, in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, e crepi il lupo!

Maria Rosaria Ferrara – In Chiaro Scuro .com

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