9

L’inquadratura si sposta tra i capelli crespi della mia coinquilina e il piercing che si è appena fatta sotto il labbro nell’angolo di sinistra. Il pus color giallo pulcino continua a sgorgare con cadenze che sembrano programmate. Io, nolente osservo.
Anna dice: “Porco mondo, io pensavo fosse quella giusta per te!”
“Io avevo i miei dubbi” rispondo.
“Sì, ma hai visto che in macchina, attraverso lo specchietto riuscivi ad inquadrarla… pensavo fosse la tua futura Lei.”
“Guarda, credo che su ciò che vedo quando guido non ci posso fare affidamento. Anche perché, mentre lo facevo, dicevo al mio cervello che stavo solo guardando se dietro c’erano macchine, non dicevo: Sono curioso, ti prego, fammi vedere che tipo è questa ragazza.”
“Uffa” dice Anna. Mi lancia un cuscino e mi colpisce in faccia. Io non lo vedo arrivare, sento solo il colpo. “Speriamo che non la prende a male e ti risponde. Almeno mantenete un rapporto d’amicizia, non è bello mettersi contro delle persone.”
“Sì, ma guarda che gli omosessuali sono una piccolo gruppo, pure se fossero tutti contro di me, il resto della facoltà non ci baderebbe più di tanto.”
“Che ragionamenti del cazzo che fai.”
Ha ragione, amici, ha proprio ragione.
Tuuuuu, tuuuu, mi è arrivato un messaggio. Ho una suoneria che sembra un treno che parte.
Tiro il cellulare ad Anna e le faccio leggere.
“Scommetto che è la Tim con l’ennesima offerta” dico.
Lei sorride. “No, è la tua futura amica. Senti qua: Tranquillo, tanto lo so che sei un rieducato. E poi non ho nemmeno iniziato a leggere.”
“Rieducato? Non penserà che lo prendo al culo?”
“Idiota.”
Anna si alza dalla sedia e fa qualche passo. Non so dove sta andando, poi, tutto insieme, mi trovo il suo respiro sul collo. Io sto guardando altrove. Un attimo dopo le sue labbra hanno lasciato del colore sulla mia guancia. Speriamo non ci sia pure del pus…
“Ah, ah, ah, sembri proprio un bambino tenerone quando non sai quello che ti accade in torno.”
“Basta che non mi molesti…”
“Uh, uh, uh, mi è passato una sola volta per la testa.”
“Cosa?”
“Stavo scherzando. Non mi va che mi vedi la cellulite che ho sulle gambe con le tue inquadrature…”
“Tranquilla, ce l’hanno tutte, o quasi…”
“Cos’è, stai pensando di farlo con me?”
“No” dico sorridendo. “Ma stavo pensando che magari hai messo su tutto quel sito internet per poterlo fare con me.”
“Sì, sì, Marco, proprio a quello pensavo” dice ridendo di gusto.
“Vabbè, Anna, vado a farmi un giro che la ricerca ricomincia.”

10

Giacomo ha un lavoro anche faccia a faccia invece che pc a pc… Ce l’ha da poco e consiste nel fare la spesa al supermercato.
Ok, amici, voi direte: ma che razza di lavoro è? La facciamo tutti la spesa al supermercato!
Be’, posso dirvi che non è un ispettore della sanità, quindi chi altro potrebbe essere pagato per fare la spesa al supermercato?
Il nipote di un portinaio! Alzi la mano chi ha risposto giusto. Ehm, nessuno? Lasciamo stare…
Allora, dovete capire che lo zio di Giacomo fa il portinaio ai Parioli, che si trovano, suppergiù, su una collinona vicina a piazza del Popolo; a qualche chilometro se vogliamo essere precisi.
In quel quartiere c’è gente che si potrebbe definire chic, anche se molto spesso se lo dicono da soli. Girano un sacco di soldi, da quelle parti, e pensate che al centro di una piazza c’è un parcheggio sotterraneo dove posizioni la macchina su una pedana e ti viene parcheggiata, oppure, quando la devi ritirare, inserisci il tuo codice e la tua macchina appare al centro di questa pedana. Io, amici, ho visto uscire da lì solo Porche, non so voi.
La gente che abita lì ha le migliori carte di credito, le migliori macchine, fanno le migliori vacanze, eccetera, eccetera. Insomma, sono messi bene, e questo vuol dire che non ci vanno di persona a fare la spesa, né sanno cosa dovrebbero comperare; quindi hanno un cuoco che prepara una bella lista e fattorini come Giacomo che riempiono il frigorifero o i frigoriferi.
Spesso accompagno Giacomo, amici, tanto ci divertiamo. Funziona così: il cuoco calcola il costo dei prodotti e ci dà il denaro liquido, e noi in teoria dovremmo spenderli tutti nel supermercato sotto casa, ma… c’è un gran MA, amici, noi ci rifiutiamo di spendere quelle somme assurde per un po’ d’uova, così andiamo nel quartiere adiacente, Flaminio, e compriamo gli stessi prodotti ad un prezzo minore.
Noi incassiamo qualcosa, loro ricevono quello che volevano, e siamo tutti felici.
“Comparsa del cavolo! Tu lavori poche volte al mese, e sei in grado di pagarti l’affitto” dice Giacomo durante il tragitto verso casa.
“Eh? Mica faccio la bella vita!” dico mentre una Ferrari ci sorpassa. “Io studio, a differenza di qualcun altro.”
“Tu studi economia ma non guadagni neanche pochi spiccioli” ribatte.
“Hai finito con le stronzate? Sembra tipo quella storia su come si pagano i cocktail e le birre al pub, dicono: Fai i calcoli tu che fai economia.”
Amici, non ve l’ho mai chiesto, ma se qualcuno di voi fa economia, sono sicuro che mi capite.
Sul lungotevere c’è traffico, procediamo a passo d’uomo. La musica che danno in radio alla lunga ci stufa e la spegniamo. Danno sempre gli stessi pezzi in questo mondo omologato.
Finestrini abbassati inspiriamo un po’ di fumo di scarico. Dopo un po’ ci fai l’abitudine, e quando vai in montagna ti sorprendi per quanto ti si aprono i polmoni.
Ho ricordi di quando ero bambino e mi succedeva il contrario, amici: venivo in città e non ce la facevo a respirare tutto questo smog. Vivevo in periferia… bei tempi. Guardate, non disdegno la città, c’è tutto quello che voglio avere, ma ho troppi ricordi.
“Anna ha convinto pure me con ‘sta storia della ragazza con la quale ti deve accoppiare” dice Giacomo.
“Non sono un animale.”
“Il significato è sempre quello. A parte l’ultima signorina, hai conosciuto qualche altra ragazza di recente?”
“Non mi pare…”
“Dio, ma ci pensi alla tua salute?”
“Io sto benissimo!”
A voi non sembra, amici?
“Sì, ok, però potresti stare meglio. Posso provare ad organizzare un’uscita con le mie cugine” mi suggerisce.
“Non lo so, sono un po’ troppo troie, non credo che funzionerebbe.”
“Non lo possiamo sapere…”
“Ok” dico. “Teniamole come ultima spiaggia.”
Il traffico si sblocca nei pressi del Circo Massimo. Grazie a Dio.

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