Epilogo

Già all’epilogo?, penseranno molti di voi, amici; invece, altri penseranno: Finalmente!
E’ così che funziona la vita, non c’è una scelta giusta o sbagliata: c’è solo una scelta.
Ricordate ieri? Ero triste e solitario e sono tornato a casa ubriaco, amici, e un po’ me ne vergogno… Però è capitato, e devo dire che alla fine non mi è nemmeno dispiaciuto. Comunque, apro una parentesi, le inquadrature da ubriaco sono fantastiche, da montagne russe! Mi chiedo come ho evitato di vomitare.
Sono tornato a casa e sono stato consolato da una persona. Non era Anna, o Fabrizio o Giacomo, ma una delle persone che doveva andare a letto con Fabrizio per lavoro.
Io stavo troppo male, mi ha visto a pezzi e poi non so come siamo finiti a letto insieme.
Questa mattina ho aperto gli occhi e guardato fisso il soffitto. L’inquadratura non s’è spostata, né a tentato di farlo. Ho provato a coprirmi gli occhi con le mani e poi a riguardare il soffitto; non era cambiato niente. Poi mi sono voltato verso la mia dolce metà. Dormiva e sorrideva a un tempo. Si chiama Pasquale.
Vi saluto, amici, voglio rimanere solo con lui.

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