Il passato che ritorna – racconto breve breve

“No, non puoi farmi questo!”, volevo urlarle, e non solo: volevo schiaffeggiarla, stringerla, implorarla, supplicarla; volevo che se ne andasse e che allo stesso tempo rimanesse.

L’unica, pensai, sei stata l’unica a farmi provare tutto ciò, l’unica che è riuscita a rovinarmi in questo modo.

Strappai le coperte dal letto e le chiesi: “Cosa ci fai qui?” e lei mi mostrò le chiavi. Dopo tutto questo tempo, pensai, le aveva ancora.

Tirar via le coperte fu errore, uno di quelli che paghi emotivamente. Lei indossava un completino intimo che le avevo regalato anni prima, uno di quei completini che lasciano poco alla fantasia. Non era la prima volta che venivo abbagliato dalle sue forme, ma cercai di controllarmi.

Diedi un’occhiata alla stanza e m’accorsi che c’era di nuovo un’ampolla con un pesciolino rosso all’interno, il quadro – che avevo nascosto dietro l’armadio – era appoggiato al muro e c’era pure la foto delle vacanze in Sardegna, appiccicata alla parete con nastro adesivo ripiegato, di modo che non si vedesse sulla parte anteriore.

Lei si avvicinò, protese le sue braccia verso di me e le osservai i seni che si abbassavano e alzavano.

La scansai di colpo, in preda al panico, presi il cellulare, controllai la rubrica e alla lettera A lessi il suo numero. “Amore”, così si era salvata.

“No, non puoi farmi questo!” ripetei. “Non hai idea di quello che ho dovuto fare per dimenticarti.”

Caddi in ginocchio, con la fronte appoggiata sul materasso e le mani congiunte sul letto.

Lei mi sfiorò appena e un brivido mi scosse tutto il corpo. Singhiozzavo, sapevo che non potevo fare a meno di lei, avevo voglia di piangere.

Mi afferrò una mano, e la fece scivolare sulla sua coscia. Disegnava cerchi, si massaggiava, faceva di me quello che voleva.

Prese l’altra mano e l’accompagnò lungo tutto il suo corpo. Sollevai la testa, vidi quello che volevo: lei.

La presi, l’avvolsi con le mie braccia e iniziai a baciarla, delicatamente, come se rischiassi di rovinarla. Quando i miei baci arrivarono al collo mi fermò. Creò un po’ di spazio tra me e sé, e disse: “Questa è l’ultima volta che lo facciamo.”

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