Un’opera tratta da un libro di Banana Yoshimoto

Ieri sono andato a teatro perché l’orario dei cinema a Roma è piuttosto assurdo: tutti i film o iniziano alle 8 o alle 10.  Se qualcuno ha voglia d’aprire un cinema assieme a me, la sera gli spettacoli saranno alle nove, garantito!

Premetto che le lettrici della signora Yoshimoto sono prettamente femminili, quindi, entrando a teatro la prima cosa che si nota sono le acconciature sempre differenti, accenni di capelli bianchi nascosti dal colore e qualche pettegolezzo su chissà chi e cosa.

Mi sono accomodato in platea per assistere a “Chie-Chan e Io”, titolo della recita e dell’omonimo romanzo, e ho fatto un po’ di confusione coi posti perché non sono semplicemente numerati in ordine alfabetico, ma anche in “Destra” e “Sinistra”, e le targhette coi numeri delle seggiole sono in basso, più o meno all’altezza degli stinchi.

Tornando a noi, e non a come ho cercato di stare il più in basso possibile per permettere al vecchio dietro di me di assistere a qualcosa, devo dire che nel complesso l’idea era buona. C’erano quattro donne che recitivano la parte delle stessa persona, e quindi ogni pensiero veniva scandito in modo differente, e un uomo che è rimasto muto per la prima ora e poi ha iniziato a parlare sorprendendo tutta la sala! Vi ho rovinato la sorpresa? Be’, ‘sti c***i! Scherzo e mi censuro da solo, ma solo qui sul blog, non sui libri.

Bravi gli attori; belle le frasi della protagonista mentre descrive nel suo diario in maniera davvero abile, ad esempio, le stelle riflesse sul mare, probabilmente alcune parti sono tratte parola per parola dal libro; la trama non è niente di che e molti dialoghi mi sono parsi banali e scontati.

Lascia un commento