“Tuffo a candela al contrario” # 3

Sigh, sogh udì Stefano entrando in casa.
Aveva avuto una splendida serata, ma arrivare a un finale con sua figlia che piangeva non era il massimo… Percorse il corridoio lentamente, fino al salone, e la trovò rannicchiata sul divano con la testa fra le ginocchia.
Era la seconda volta che la vedeva piangere in due giorni.
Si avvicinò. Lei alzò prima gli occhi, poi la testa. Lui le cinse le spalle. Le lacrime di Lia non accennavano a diminuire, né lui se l’aspettava: con quel lavoro che faceva, piangere era veramente il minimo.
«Papà, dove sei stato?» disse Lia quasi con rabbia. «Oggi è stata una giornataccia» continuò singhiozzando «mi hanno stuprata…»
Stefano la strinse forte.
«Io non volevo salire su quel furgone… erano in troppi, mi hanno costretta… se ci fosse stato Sam non sarebbe successo, lui mi avrebbe difesa, lui mi avrebbe aiutata… Era tutto così irreale: saranno stati almeno in sei, e non sono riuscita a vederli in faccia… avevano delle maschera da portiere di hockey… quelle bianche buchettate… so solo che un tizio aveva il tatuaggio di uno scorpione sul collo…»
«NO!»
Stefano giurò di vendicarsi. Voleva uccidere quello stronzo e voleva…
Squillò il telefono.
Lia e Stefano rimasero interdetti. Non squillava mai il telefono in quella casa. Non frequentavano più nessuno e avevano perso, per diversi motivi, tutte le vecchie amicizie, senza contare i parenti.
Lia fece un segno e Stefano si alzò, quasi a fatica. Prese il cordless con timore e lo poggiò all’orecchio.
Una voce femminile risuonò fragorosa: «Stefano, oggi sono stata benissimo con te. Ciao!»
Stefano rimase di sasso. La chiamata era iniziata e finita senza che lui avesse spiccicato una sola parola, ma la voce di Marla gli aveva lasciato un sorriso a trentasei denti.
Lia, incuriosita e un pochino ravvivata chiese: «Hai trovato lavoro?»
«Ma no, ti pare» disse mentre le scostava i capelli dal viso «a quest’ora poi… Era una donna.»
Lia, un po’ incredula, ancora con gli occhi bagnati dalle lacrime sorrise e disse: «Fai bene, tanto quella stronza di tua moglie non torna.»
«Ehi, non ti permettere di usare quelle parole… comunque sì, tua madre è proprio una stronza.»
Stefano andò in cucina e tornò alcuni minuti dopo con una camomilla.
Ora che Lia aveva smesso di piangere il salone gli appariva un po’ meno squallido: certo, c’erano sempre le tende rattoppate, il divano con dei buchi e un televisore vecchio di qualche decennio, ma sua figlia, lì distesa sul divano gli trasmetteva l’immagine della Madonna; non che ci credesse, però la sensazione era quella.
Stefano si sistemò a gambe incrociate e si fissò ad osservare il vapore che usciva dalla tazza della figlia. «Ti va di parlare di Sam?» chiese all’improvviso, rompendo il silenzio.
Lia poggiò con molta attenzione la tazza a terra. Stefano, per un istante continuò a seguire il vapore che si innalzava, poi si voltò verso la figlia e lei disse: «Che intendi?»
«Be’, qualcosa di generico, del tipo: Chi è? o Cosa fa? Non mi avevi mai parlato di lui…»
«Sei curioso, eh? Vuoi sapere se è il mio ragazzo?»
«Forse… visto che sono tuo padre…»
«No, tranquillo, non è il mio ragazzo…»
«Madonna, Li’!» esclamò Stefano. «Mi hai fatto prendere un colpo.»
«E’ un trans.»
«Andiamo bene…» disse con ironia.
«Papà, non ti permetto di parlar male di Sam. E’ l’unica persona che mi difende là fuori, è una persona squisita: ogni volta che mi arriva un cliente lui viene a controllare se per me va bene; di solito ha tempo perché non ha molto lavoro, ma quegli stronzi sono arrivati proprio nell’unico momento in cui lui non c’era…»
«Ok, non voglio sapere altro» disse Stefano immaginando il giorno in cui avrebbe picchiato a sangue quel capellone tatuato e i suoi compari.
«Papà, non mi piace il tuo sguardo.»
«Perché? Cosa c’è che non va?»
«Mmm, sembri eccitato, nervoso e con istinto omicida a un tempo. Quasi mi spaventi.»
«Scusami tesoro, è che stavo vagando con la mente.»
«Dove esattamente?»
«Nel futuro…»
«Papà, ti prego, non fare cavolate, pensa a Marla piuttosto… secondo me è lesbica solo perché ha subito una qualche violenza da ragazza; sai com’è, sono tutte così le donne che mi capitano…»
«Lia, la smetti di lasciare frasi a metà? Me lo stai facendo apposta a farmi pensare a tutte quelle schifezze?»
«Beh, si da il caso che queste schifezze fanno parte della mia vita.»
«Va bene, scusami. Ormai questa è l’unica parola che uso con te: scusa, scusa, scusa. Comunque, che ne dici se le faccio una sorpresa?»
«Uh, che papà romanticone che ho!» disse Lia stringendogli una guancia.
«Uh, che figlia simpaticona che ho!» disse Stefano mentre stringeva la guancia di Lia a sua volta.
Sorrisero, poi Lia disse: «Un regalo inaspettato in un momento inaspettato colpisce molto, è la frase di un film con Sean Connery, però non sono sicura che sia proprio così.»
Lia si alzò dal divano e disse: «Allora io vado a dormire, grazie di tutto.»
«Di niente, tesoro.»
Stefano la vide uscire. Dopo si chinò a terra e raccolse la tazza lasciata dalla figlia e si avviò fischiettando verso la cucina, in cerca di una birra.
No, pensò, non c’è nulla da festeggiare. Mia figlia è stata violentata e anche se ho avuto una splendida serata con Marla devo avere un minimo di principi. Oggi non si beve.

«Be’, qualcosa di generico, del tipo: Chi è? o Cosa fa? Non mi avevi mai parlato di lui…»
«Sei curioso, eh? Vuoi sapere se è il mio ragazzo?»
«Forse… visto che sono tuo padre…»
«No, tranquillo, non è il mio ragazzo…»
«Madonna, Li’!» esclamò Stefano. «Mi hai fatto prendere un colpo.»
«E’ un trans.»
«Andiamo bene…» disse con ironia.
«Papà, non ti permetto di parlar male di Sam. E’ l’unica persona che mi difende là fuori, è una persona squisita: ogni volta che mi arriva un cliente lui viene a controllare se per me va bene; di solito ha tempo perché non ha molto lavoro, ma quegli stronzi sono arrivati proprio nell’unico momento in cui lui non c’era…»
«Ok, non voglio sapere altro» disse Stefano immaginando il giorno in cui avrebbe picchiato a sangue quel capellone tatuato e i suoi compari.
«Papà, non mi piace il tuo sguardo.»
«Perché? Cosa c’è che non va?»
«Mmm, sembri eccitato, nervoso e con istinto omicida. Quasi mi spaventi.»
«Scusami tesoro, è che stavo vagando con la mente.»
«Dove esattamente?»
«Nel futuro…»
«Papà, ti prego, non fare cavolate, pensa a Marla piuttosto… secondo me è lesbica solo perché ha subito una qualche violenza da ragazza; sai com’è, sono tutte così le donne che mi capitano…»
«Lia, la smetti di lasciare frasi a metà? Me lo stai facendo apposta a farmi pensare a tutte quelle schifezze?»
«Beh, si dà il caso che queste schifezze fanno parte della mia vita.»
«Va bene, scusami. Ormai questa è l’unica parola che uso con te: scusa, scusa, scusa. Comunque, che ne dici se le faccio una sorpresa?»
«Uh, che papà romanticone che ho!» disse Lia stringendogli una guancia.
«Uh, che figlia simpaticona che ho!» disse Stefano mentre stringeva la guancia di Lia a sua volta.
Sorrisero, poi Lia disse: «Un regalo inaspettato in un momento inaspettato colpisce molto, è la frase di un film con Sean Connery, però non sono sicura che sia proprio così.»
Lia si alzò dal divano e disse: «Allora io vado a dormire, grazie di tutto.»
«Di niente, tesoro.»
Stefano la vide uscire. Dopo si chinò a terra, raccolse la tazza lasciata dalla figlia e si avviò fischiettando verso la cucina, in cerca di una birra.
No, pensò, non c’è nulla da festeggiare. Mia figlia è stata violentata e anche se ho avuto una splendida serata con Marla devo avere un minimo di principi. Oggi non si beve.

5 Replies to ““Tuffo a candela al contrario” # 3”

  1. Tristezza a palate!!! No a parte gli scherzi l’intreccio è interessante, viene voglia di leggerlo. Mi raccomando non ci deludere.

  2. Caspita, Michele, questo libro non stecca mai!! Poi è scritto molto bene a mio avviso, anche la storia è bella, potrebbe essere tratto dalla realtà.

  3. Niente male!!Forse e’ tutto un po’ immorale, una figlia che parla di certe cose con un padre, e il padre che le accetta senza far niente è un po’ racapricciante….altro che nip and tuck. Adesso ti manca solo il bisex e poi ce li hai tutti i personaggi!!hahahah(o forse lo e’ l’autore???!!)A parte gli scherzi e’ interessante, aspetteremo con ansia il 4to cap!

  4. Non male come racconto. C’è un brano che si ripete e penso che in certe parti andrebbe limato e sistemato,nei dialoghi in particolar modo che ogni diventano scontati, però è carino e per niente banale;ogni frase ha qualcosa di nuovo

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