La ragazza Houdini

Alcune ore fa, al lavoro, ho finito di leggere “La ragazza Houdini”.
Voi penserete: ma non fa un ca**o al lavoro?
No, non è così: era il turno di mio padre di guidare e io leggevo, le strade sono sempre quelle, i negozi non si spostano…
Non avevo mai letto nulla di Martyn Bedford e in fondo al libro c’è scritto: “Una delle voci emegenti della letteratura giovanile inglese”, ma il libro risale al ’98 e io non avevo mai sentito parlarne.
Non so quante volte vengano ripetute le parole “cazzo” o “minchia”, penso che almeno 3 paginette le completino.
Insomma, il giovane – ora vecchio – Martyn ha creato una bella storia piena di magia, ops, di illusioni che farà la gioia di tutti gli aspiranti prestigiatori, me compreso.
Quasi tutti i capitoli iniziano con il protagonista che rammenta un fatto avvenuto nel passato, solitamente parte da qualche giochetto di prestigio, e poi passa al suo presente e alla fine del capitolo c’è un altro personaggio che ricorda il passato dal suo punto di vista, e lo completa.
Ora, ho scritto questo post, non avevo alcun motivo di farlo, ma un po’ di pubblicità a questo tizio non gliela nego.

PS: io questo libro l’ho comprato usato, a metà prezzo; meglio di così!

One Reply to “La ragazza Houdini”

  1. Paginette, giochetto… lasciamo perdere.Io trovo di cattivo gusto l’utilizzo delle parolacce nei libri… e non credo minimamente alla storia della rappresentazione realistica. Anzi, forse sarebbe opportuno riflettere su come si sia abbassato il nostro livello dialettico…

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